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…ovvero LE VENDETTE DEI PRESTITI NELLA BABELE DI OGGI

La gang oramai rischia di diventare una holding per come la connection si è evoluta negli anni, ora si riuniscono in convention. Chi è cresciuto per la strada, si ritrova paradossalmente a lavorare nelle corporation, oramai tutti sintonizzati su una deregulation, anche se l’escalation della crisi colpisce anche la leadership. E per giunta alla reception quando arrivi nei loro Hotel avranno sicuramente una starlet come hostess anche se con una clip in testa. L’importante è che non ci sia nessuna vamp, sennò sai le gag!

No, lo so, vi sembra ridic (ridicolous) ma oramai sembra tutto una liason tra prestiti e crediti tra varie lingue. Non è solo l’italiano che ha bisogno di un make-up in una beauty-farm. Ce ne sono tante, come monitorare, scannerizzare, switchare. Il marketing è il nuovo colonizzatore. Ma anche l’inglese ha prestiti dall’italiano (soprattutto dal linguaggio musicale e culinario) o dal francese (culinario). O direttamente dal latino.

Il rischio dei prestiti è la storpiatura: in un futuro Curry si scriverà “cherry” per l’impossibilità italiana di avere le vocali a doppio suono e di pronunciarla correttamente “cürry” con la æ-ů? Di sicuro per come gli americani pronunciano “ghnocchi” (gnocchi) o “bruscieda” (bruschetta), a me sembra la loro vendetta tardiva anche nei confronti di come gli italiani oramai usano “bistecca” presa in prestito dal “beef-steack”(parola oramai italianizzata, il cui destino riserva anche a “curry”?). E arancia anche per quest’ultimo motivo (presa in prestito dall’arabo e regalata agli anglosassoni) è diventata orange. Ogni buono tentativo di far capire alla gente come si pronuncia una cosa, è inutile. Come in questo link famoso, o nel video umoristico qui sotto di un famoso film satirico sulle manie linguistiche di Nanni Moretti.

Discorso diverso dal suono e la fonetica, ce l’ha la lessicologia. Negli Stati Uniti, patria delle semplificazioni ci si diverte però ad ascoltare abbreviazioni che permettono di starsene comodi sul divano a bere una birra senza dover per forza fare qualche sforzo per pronunciare desinenze. Gas sta per Gasolina, chimp per chimpanzee, deli, e non delicatessen. È dura saltare un giorno senza abbreviazioni. Puoi scegliere un fan club (per fanatico), suonare il (violin)cello o il piano (forte). Non importa quanto buono sia il tuo intel o quanto elastico la tua recon, non sei sicuro se le tue info siano legit, le quali potrebbero influenzare il tuo cred e la tua rep (reputation). Rischi di rimanerci secco se non stai attento, potresti prendere un flu (per influenza).

I parlanti inglese tagliano parole nella loro radice sillabica sin dal 1500: gent, per gentlemen, coz (per cousin). Ad invece di advertisement, cell al posto di cellular phone. Sup è una nuova brillante versione di Super, gorge e brill è più enfatica di gorgeous e brilliant. Qualche volta dece è meglio che decent, “it’s Ok” non è tanto Ok ma “così così”. Il lab perdere l’oratory; rep, salta –etition, alli si mangia –gator, (coccodrillo); eart perde il –quake (il terremoto fa rompere anche le parole). È una questione di pron (pronunciations) and etys (etymologies). E se snob è sine nobilitate, mob è mobile vulgus.

Voi avete altri esempi?

Al prossimo siparietto!

IL KITSCH DEL TREND NEGATIVO … E DELLE FRASI FATTE COME “ALLE PRIME ARMI” A VOLTE FA VENIRE “FITTE AL CUORE” COME A LUI

LE MIE DIECI PROPOSTE

Da valutare dopo la mia sottoscrizione a questo Manifesto di Ottobre

1)Abbassamento del quorum per il referendum e innalzamento delle firme per promuoverlo.

E’ noto – lo predica la Costituzione (art. 75) – che per passare l’effetto abrogativo, il referendum che lo propone deve raggiungere il quorum del 50% + 1 dei voti. Perciò se questo criterio non viene rispettato, benché i voti (validamente) espressi rappresentino la maggioranza dei voti complessivamente espressi, il referendum non è valido.

E’ L’ORA di procedere all’abrogazione del quorum minimo per la validità del referendum. In altre parole, se una simile proposta dovesse passare, una legge potrebbe venir abrogata anche se a votare al referendum siano solo in mille, a patto che la maggioranza di questi mille dica sì all’abrogazione. Così, il senso civico dei cittadini si andrebbe a svegliare, vista la scarsa partecipazione ai referendum, di cui molti oggi si lamentano. Se andiamo a scoprire chi era d’accordo, prima che si dica che è una proposta demagogica, scopriamo tre nomi della maggioranza come La Russa, Capezzone e Maroni. Secondo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, dopo il flop dell’ultimo referendum del giugno 2009 sul quesito della legge elettorale, il quorum per il referendum avrebbe dovuto ridursi al 35%, ma aumentato di molto il numero delle firme per promuoverlo, così da evitare strumentalizzazioni di fazioni politiche avverse. Sull’innalzamento delle firme da raccogliere era d’accordo anche il Ministro degli Interni Maroni, che avrebbe presentato una proposta di legge, e il portavoce del Pdl Daniele Capezzone, convinto della necessità di superare, però, «il meccanismo del quorum, e, come accade in America o in Svizzera, lasciare la decisione ai cittadini che di volta in volta scelgono di andare a votare».

 

2) Privatizzare solo due canali RAI, aumentare il campione dell’audience, Raiuno senza pubblicità

E’ L’ORA di alzare il campione d’ascolto, renderlo numericamente più grande, determinarlo anche in base a criteri più veritieri. Non ci fidiamo della mancanza di controllo sulle società pubblicitarie stesse che a loro volta determinano le famiglie scelte come campione dell’auditel.

E’ L’ORA di un telegiornale a testa per la maggioranza e l’opposizione: è inutile tenere 3 canali pubblici quando si potrebbe semiprivatizzare e rendere il terzo telegiornale pubblico e imparziale (utopia?). Raidue al governo, con la programmazione che di solito era del primo canale; Raitre all’opposizione, con la programmazione che di solito era caratteristica del secondo canale. Così da fare di Raiuno un solo canale senza pubblicità, con un canone di soli 40 euro e con Tg regionali e sola cultura pubblica. E’ inutile far pagare un canone ingiusto (dicesi tassa sull’uso del televisore) quando lo si potrebbe inserire in una tantum di 3 euro al mese in una bolletta, ma con la possibilità di noi spettatori di reagire a quello che non ci piace, con l’introduzione dell’indice di gradimento (un’indice anche qui molto alto e rappresentativo); è inutile quindi far pagare un canone quando molti ormai pagano un abbonamento internet che prevede di guardare sui siti della RAI gran parte, se non proprio tutto, i programmi in onda (tranne all’estero, purtroppo.) Per saperne di più, ho fatto convergere l’opinioni di giornalisti anche in questo link del blog https://spremiacume.wordpress.com/2010/01/16/lettera-a-politici-e-giornalisti/

 

3) Creare spot educativi per la meritocrazia e per un servizio clienti migliore delle aziende

Lo stile di vita italiano può affascinare i turisti ma l’uso di Internet è tra i più bassi in Europa come i salari, gli investimenti esteri e la crescita mentre pensioni, debito pubblico ed il costo dell’apparato statale sono tra i più alti. Senza contare il bassissimo senso di appartenenza dell’italiano al suo paese. Prova ne ha questo articolo che parla di fuga all’estero http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,2024136,00.html Che in Italia non ci sia meritocrazia lo sanno anche i bambini, oltre al New York Times http://www.nytimes.com/2007/12/13/world/europe/13italy.html?_r=1&oref=slogin&pagewanted=all

Un servizio clienti medio italiano è quello dove si risponde male al cliente, gli si rende la vita complicata, non approfitta delle opportunità, gli si mettono in mente pensieri negativi dell’azienda.

Se c’è bisogno di fare ancora gli italiani, anelando alla perfezione dopo 150 anni, E’ L’ORA di provare a far cambiar loro mentalità aziendale: una delle prime soluzioni può essere quella di agire con una campagna educativa, via radio, tv, cartacea, su manifesti, per invogliare l’italiano a fare qualcosa per l’Italia, senza aspettarsi che sia lo Stato a fare qualcosa per lui. Prova di questo mancato savoir-fare nel marketing è la lentezza della comunicazione, l’approssimazione, la disorganizzazione delle aziende (anche le più piccole come la ferramenta sotto casa), gli scioperi, e appunto il servizio clienti. La seconda delle soluzioni, potrebbe essere quella di vietare l’uso del “coperto” nei ristoranti, creando un patto sindacale con gli esercenti, regolarizzando le mance per chi realmente fa un lavoro migliore rispetto poi a chi si siede sugli allori. La terza, ma non la meno importante, delle soluzioni potrebbe essere anche quella di creare un accesso universitario molto più selettivo in base agli studi di scuola superiore: in questo senso le scuole di secondo grado si sentirebbero in gara per garantire un curriculum di tutto rispetto al futuro studente universitario.

 

4) Temi etici

E’ L’ORA della revisione del concordato Stato-Chiesa, con l’introduzione nelle scuole della materia STORIA DELLE RELIGIONI, insegnata da laici e non da cattolici. No all’insegnamento dell’Islam ma nemmeno a quello dei preti cattolici.

 

5) Adozioni

E’ L’ORA di snellire le pratiche d’adozione e cambiare la legge sulle adozioni internazionali: è assurdo e solo “italiano” il fatto che ci vogliano molti anni prima che una coppia possa adottare, quando ormai i coniugi sono magari non più giovani. E’ L’ORA di aiutare i tanti bambini orfani che rimangono nei centri di accoglienza per tanto tempo, vivendo un’infanzia priva dell’amore materno e paterno: permettiamo che anche una coppia di fratelli o due sorelle possano adottare, fermo restando che il bambino possa avere la figura maschile e femminile sin dalla tenera età in linea con i dettami della Costituzione sulla famiglia naturale.

 

6) Scuola e senso civile dell’educazione

Citando un passo del libro di Fini contro il paternalismo di una società protezionista.
“…una volta non sarebbe mai accaduto che un padre aggredisse il preside, per aver sospeso dalla scuola il figlio autore di atti di bullismo e teppismo, o che gli insegnanti subissero intimidazioni da genitori iperprotettivi pronti a soccorrere il figliolo per l’ingiusta punizione a seguito di un grave atto di indisciplina o per la bocciatura a causa di uno scadente rendimento scolastico.” Oggi invece ci sono molti ventenni e trentenni mantenuti da stipendi del padre o della madre. Ecco, si potrebbe dire che lo sviluppo italiano nel dopoguerra si era creato con il fare, ora invece è  col crogiolarsi davanti alla televisione che vengono a crearsi status sballati.
E’ L’ORA di risolvere e far praticare il SENSO CIVICO. Qui, nel link successivo, troviamo le proposte che ne hanno dati gli internauti, da un amo/stimolo che ho appunto buttato nella rete per far convergere soluzioni.
https://spremiacume.wordpress.com/2009/09/20/schiaffi-ai-figli-ci-vuole-un-referendum-come-sara-andato-a-finire/

 

7) Burocrazia

E’ L’ORA di abolire la casta dei Notai nella stipula degli atti previsti dal Codice Civile. (Tanto sono pochi per poter spostare il voto)

 

8 ) Ambiente

La Germania sfrutta l’energia solare più di noi. Eppure il sole lo vede molto meno rispetto ai mesi che il Belpaese è coperto dal calore solare. E’ L’ORA del potenziamento dell’energia solare come quella eolica. Non solo per gli edifici pubblici ma anche con finanziamenti per l’edilizia privata.

 

9) Giovani e le potenzialità del diritto del web

E’ L’ORA di più wireless e wimax nelle piazze per la crescita di un’economia ancora così paurosa di un’opportunità come il web.
Sopratutto per quanto la rete è utile per il servizio clienti di un’azienda. Qui l’articolo sul Secolo http://www.scribd.com/doc/39058408/Non-e-un-paese-per-Internet#source:facebook
Qui la proposta da FareFuturo e che faccio mia http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&Art=8896&Cat=1&I=..%2Fimmagini%2FFoto+U-Z%2Fwififan_int.jpg&IdTipo=0&TitoloBlocco=Focus&Codi_Cate_Arti=41

 

10) Arte e cultura

L’Italia possiede gran parte del patrimonio mondiale di beni culturali: in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, E’ L’ORA di informare nelle scuole e nelle famiglie l’importanza dei beni architettonici nascosti e facilitarne la loro raggiungibilità con strumenti di viabilità più efficaci.

EMANUELE CAPOANO

Attore teatrale, scrittore web

 

Il futuro della libertà

Ogni volta che rivedo il filmato dei due tedeschi darsi la mano attraverso il varco sul Muro di Berlino, creato dai picconi delle due frontiere, piango e ricordo quando ero piccolo. O meglio, a quando la mia maturazione politica si stava formando. Erano finite le ideologie, già da allora. L’Italia ha purtroppo subìto da quel momento cambiamenti legati a vicende giudiziarie che un capopopolo televisivo e animatore demagogo poi ne ha approfittato facendola da padrona per molti anni, programmando a volte economie in grado di sviluppare l’Italia ma troppo spesso governando con tagli alla cultura e all’educazione.

Quello che invece Gianfranco Fini, attuale Presidente della Camera, ex vice premier ed ex ministro degli Esteri, ha voluto scrivere nel suo libro IL FUTURO DELLA LIBERTA’ Consigli non richiesti ai nati nel 1989 è sicuramente uno spartiacque ulteriore a quel muro. Un altro fiume che vuole rompere possibili nuovi steccati. Molti altri muri infatti si sono ricostruiti nel frattempo, dopo il crollo di quello comunista. Questo è il pericolo. Primo fra tutti il comportamento narcisistico del “non ho molta voglia”, dettato anche da delusioni e pessimismi di chi, in primis i giovani, dovrebbe essere la generazione del futuro.

Ci piace, in questo libro, l’aver citato innanzitutto il paradosso della maleducazione e del protezionismo paternalista che c’è oggi nelle famiglie italiane. Mi spiego. Riportiamo un passo del libro: “una volta non sarebbe mai accaduto che un padre aggredisse il preside, per aver sospeso dalla scuola il figlio autore di atti di bullismo e teppismo, o che gli insegnanti subissero intimidazioni da genitori iperprotettivi pronti a soccorrere il figliolo per l’ingiusta punizione a seguito di un grave atto di indisciplina o per la bocciatura a causa di uno scadente rendimento scolastico.” Oggi invece ci sono molti ventenni e trentenni mantenuti da stipendi del padre o della madre. Ecco, si potrebbe dire che lo sviluppo italiano nel dopoguerra si era creato con il fare, ora invece è  col crogiolarsi davanti alla televisione che vengono a crearsi status sballati.

Questo è un libro che però non è rivolto solo i nati nel 1989. E’ un pretesto per ripartire da quelle premesse, per ripartire da un’altra storia che rischia di scivolare in clerico-populismi, in vecchi italianismi di parrocchia (la laicità positiva proposta da Fini la dovrebbero considerare certi ambienti del Vaticano per non perdere ancora più pecore del gregge), per demolire non quello che si è costruito in questi anni: un patto di cittadinanza che anche i nati del 2009 potrebbero ricordare come un mondo già costruito e sciupato da molti treni perduti.

Qui una recensione nel web e QUI come ne ha parlato il sito Libertiamo

Gianfranco Fini

Cari ragazzi 18enni italiani che vi apprestate a subire esami (ma mi sembra scontato e retorico ripetervi che non saranno gli unici esami una volta superata la scuola superiore) eccovi una dritta per allenarvi. Diciamolo, più che allenarvi…se siete furbi una volta che li leggete chiamatela anche “soffiata”, chiamatemi spia, quel che volete. Se non siete svegli, vi suggerisco che i temi saranno proprio questi. Me l’hanno passati alcuni professori che lavorano al Ministero. (Tratto da Stefano Benni)

Tema 1

La figura del poeta Bondi si staglia imponente nel panorama poetico del suo tempo riprendendo la tradizione classica italiana in una rivisitazione colta e appassionata che egli arricchisce degli stimoli poetici più vivi e contemporanei, aprendo contemporaneamente la strada a fermenti nuovi che anticipano alcune delle tendenze più significative della poesia novecentesca in un disegno che pur rispettando il grande patrimonio lirico italiano non tralascia di aprirsi alle più nuove suggestioni europee mantenendo una sua cifra originale senza rinunciare a riflettere, vivificandoli, sui temi fondamentali di quella poesia che riassume il grande passato della parola classica e l’alba della modernità sociale e artistica della complessità linguistica contemporanea.

Segnate con un crocetta se siete d’accordo: SI    NO

Tema 2

La figura di Renzo e del suo bravo amico Silvio nei PROMESSI SPOSI

Tema 3

Commentate brevemente i versi di questo poeta di cui non vi diamo il nome per impedirvi di odiarlo e di non leggerlo più per il resto della vostra vita

Tema4

Parlate di un libro che avete letto senza che fosse compreso nel programma scolastico, e spiegate perché esso è notevolmente inferiore a quelli compresi nel programma, nonché i motivi dell’inutilità di un suo eventuale inserimento nel programma.

Tema 5

Modernità della figura di Renzo e dell’amico cattivo Tartaglia nei PROMESSI SPOSI

Tema6

Tentate un paragone fra l’antica solitudine leopardiana e quella moderna quale si configura nella trasmissione televisiva UOMINI E DONNE.

Tema7

Pur non avendo letto i libri, dite cosa vi ispirano i titoli di GUERRA E PACE e dei MISERABILI.

Tema 8

“Madame Bovary c’est moi”, disse Gustave Flaubert. Traducete in italiano.

Tema 9

“Beckett, Joyce, T.S.Eliot, Silvio B. Quattro grandi innovatori della scrittura moderna la cui grandezza resta, anzi è ingigantita dal passare del tempo”. A partire da questa frase di una nota velina (non d’agenzia ma intesa come donna quasi nuda che balli durante stacchetti televisivi), commentate esclusivamente i primi 3 versi della Divina Commedia di Dante Alighieri, con particolare riferimento all’epoca napoleonica e a Omero.

Tema 10

La figura di Renzo e dei suoi amici nei PROMESSI SPOSI se avessero avuto la televisione.

BUON VIAGGIO! Io subirò i miei esami oltreoceano: da lì vi racconterò.

Spremere v.t.=Premere con forza per estrarne sugo e umido – Acume=Dal lat.Acumen, Acùere, rendere aguzzo; in senso fig. la forza del cervello affilata che penetra il vero delle cose

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FILOTTETE MANFREDI. Blogger, Attore teatrale, Calabrese, come se la terza fosse una professione. Ho vissuto per 15 anni anche a Firenze proiettando al cinema come nel film di Tornatore, calcando teatri, lavorando nelle promozioni pubblicitarie e raccontando le news in radio: coltivando però la mia dote preferita, quella della curiosità. Poi a Boston, MA ho insegnato italiano alla Societa' Dante Alighieri, ho fatto il traduttore, la guida turistica e l'actor/performer della Commedia dell'Arte. Ho curato inoltre un podcast per l'Ufficio Scolastico del Consolato Generale d'Italia "Tutti in Classe". Nella stagione 2014 ho avviato l'esperimento comico nel programma radio L'ITALIA CHIAMO' su http://litaliachiamo.wordpress.com per poi da settembre a dicembre 2014 nel progetto radio televisivo www.litaliachiamo.com. Dalla fine del 2015 vivo a New York. Dopo tutto questo, essendo figlio e fratello di una sarta, sto cercando di ritagliare il tempo per tessere il mio primo libro di racconti.