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In questo video, l’espressione simile che sento mia di una fuga in taxi dopo molti momenti difficili passati.

Cambio vita. C’è chi dice che dopo 4 anni il ciclo delle stagioni si rinnova, così come cambia il proprio corpo forse secondo alcune credenze esoteriche. Io invece già dopo due anni e mezzo e al 50esimo post mi sento in dovere di fare un bilancio di questo mio spazio, vissuto fra la letteratura e la cronaca.

Qui ho pubblicato raccontini, opinioni politiche, interviste a personaggi teatrali, condiviso contenuti affacciandomi alla finestra e da lì ascoltandone il vociare di come appaiono gli italiani (tra il sentire e l’apparire, mi si conceda la sinestesia). Cambio vita perché le mie spremute di idee semplicemente ora cambieranno casa: i siparietti da svelare ora li scriverò da un giardino, un orticello della subburbia di Boston, non più dunque da un Rinascimento fiorentino che mi ha dato tanto ma alla fine ricevuto niente (il chiasmo mi sembra azzeccato).

Differenzierò dunque la merce delle mie storie: qui pubblicherò sempre i miei raccontini-fatterelli, spesso teatrali, finché l’ispirazione accompagni il mio cuore; di raccontare cosa succede oggi nella cultura politica italiana ne continuero’ invece a scrivere -se mi sara’ dato la possibilita’- principalmente sul figlioccio politico futurista de Lo Spremiacume , dove su questo primo post avevo presentato il mio tema di partenza e i miei modi di raccontare il potere.

Squeeze your citrus – Crush your ideas, gli slogan che starebbero bene a un generatore di informazioni come il nuovo media Twitter, saranno sempre didascalia fedele di questa che io chiamo “salamoia”, “torchiatura” (come recita il claim sulla sinistra del template): il “succo secretato” avrà dunque uno specchio diverso.

Guarderò/ascolterò tabù/preconcetti italiani, non più dalla mia finestra fiorentina (durata ben 15 anni), ma da un’oceano… anche in senso figurato. E da un palco teatrale con spettatori di diverse radici.

Come vivrò l’altra Agorà? Da sotto il sole della Toscana a “under the Boston sun”.

Questa però è un’altra storia: intanto cambio vita anche perché così almeno uno campa più a lungo.

Si, vivere più a lungo. Ed ecco infatti una lista di motivi per cui, secondo alcune ricerche, si possono aggiungere anni alla propria vita.

SII OTTIMISTA – Ricercatori dell’Università di Yale hanno scoperto che le persone che affrontano in modo ottimistico l’esistenza, vivono in media 7,5 anni in più di quelle che si abbandonano al pessimismo.

CURA UN GIARDINO – Una ricerca giapponese su 3000 persone che abitano nei centri urbani ha evidenziato che coloro che vivono vicino parchi o aree verdi vivono di più di quelli che stanno in mezzo al cemento. Merito dell’effetto rilassante delle piante.

NON ESSERE ABITUDINARIO – Chi non ama le novità vive meno rispetto a chi accetta positivamente cambiamenti e imprevisti.

MANGIA MENO – Scienziati dell’Università dell’Arizona hanno scoperto che ridurre l’apporto calorico giornaliero può aumentare aspettative di vita anche di 15 anni. Si soffre di meno di artriti, i capelli ingrigiscono lentamente.

MANGIA CIOCCOLATO – Uno studio condotto dall’Università di Harvard su più di 8000 uomini ha dimostrato che coloro che mangiano modeste quantità di cioccolato vivono almeno un anno in più rispetto a chi non lo mangia.

LIQUIDA L’AMANTE – Uno studio condotto da un ospedale di Londra ha messo in evidenza che chi ha una vita coniugale stabile e non tradisce la partner corre meno rischi di subire un attacco cardiaco sotto le lenzuola rispetto a chi ha invece scappatelle e relazioni extraconiugali (infatti molti mafiosi muoiono d’infarto per lo stress accumulato).

FAI COPPIA FISSA – Uno studio della Rockefeller University di New York ha concluso che un’amorevole vita di coppia anche se routinaria ti allunga la vita di 7,5 anni. (Berlusconi quindi è a rischio)

W IL MEDITERRANEO – Bere vino rosso, condire con l’olio d’oliva. Ricercatori della Harvard Medical School hanno spiegato che l’olio d’oliva, ricco di acidi grassi polinsaturi che ripuliscono le arterie dal colesterolo cattivo, riduce il rischio di malattie cardiache. Il vino rosso con i suoi antiossidanti protegge il corpo dall’invecchiamento.

SUDOKU e CRUCIVERBA – Il Massachussetts General Hospital ha pubblicato un rapporto sui modi per rinforzare e proteggere le connessioni neurocerebrali: l’agilità mentale non bisogna perderla, solo allenarla come con i muscoli.

PREPARA LE VALIGIE E VAI ALL’ESTERO – Qui non conosco nessun dato, ma basta poco per capire che la vita aumenta se ti levi dallo stress e dalla noia, dalla confusione, se conduci una vita attiva e se le emozioni ti soddisfano, se la burocrazia non ti mangia il fegato e… se segui i consigli di Big Kahuna

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“Altro che viaggio in America coast to coast! Tu te lo scordi se non impari a mangiare!”. Il rumore che fa la forchetta strisciando contro i denti mentre esce dalla bocca, a Rose le dava un fastidio che non vi racconto. Mi eccitò anche quando mi fece il paragone con il pisello: io non lo prendo a morsi coi denti ma carezzando con le labbra, così la forchetta. Me lo fece notare in un bar lontano ormai dalla città vicino il noleggio delle moto, prima della partenza. No perché era cresciuta mica sulla strada, quando tua madre ti chiama e tu le gridi ora vengo e non vai mai, e passi tutto il giorno a giocare a pallone mentre lei vuole una mano per imbottigliare le conserve di salsa, no, lei era cresciuta solo nella sua stanza di Manhattan a suonare la sua chitarra e a sognare che le tendine di pizzo un bel giorno si sarebbero trasformate in un cazzo di sipario: perché come quasi tutti gli americani aveva un sogno in un cassetto, andare a Broadway. Io, come tutti gli europei amanti della moto, avevo un sogno che avevo covato invece nel mio garage sin da bambino quando in gruppo scoprivamo i giornaletti porno a colori dei nostri padri. Erano gli anni 80. Minnie Minoprio e Samantha Fox facevano a gara con le pagine di biancheria intima del PostalMarket: ecco, volevo sapere se veramente in una terra lontana ci fossero veramente quelle donne dalle grandi tette. L’America, questo pensavo fosse la soluzione. Approfittai del regalo di maturità sudatomi lavorando durante le vendemmie passate per prendere un aereo e andare a conoscere Rose. Ero troppo emozionato. Ogni volta che la vedevo in video suonare ricordavo però le parole della canzone dei Creedence Clearwater Revival HAVE YOU EVER SEEN THE RAIN… sognavo già di vederla cantare solo per me la frase: ”Qualcuno mi ha detto tempo fa che c’è calma prima della tempesta, quando tutto è finito porterà i giorni d’estate ed io sarò brillante come l’acqua, io voglio sapere se hai mai visto la pioggia che cade in una giornata di sole…”. Rose l’avevo conosciuta su you tube e poi su myspace. Qualche avvocato in cerca di affari in America ne avrebbe potuto tranquillamente approfittare per una causa di stalking, ma ero stato attento a non farmi sgamare, a dimostrare tutta la gentilezza di italiano e con lo stereotipo dell’amante latino e tutte quelle stronzate: ero stato insomma gentilissimo quando la contattai dicendole che mi ero innamorato come un pazzo mentre cantava nella sua stanzetta di Manhattan dalle tendine di pizzo poi la cover degli Animals HOUSE OF THE RISING SUN. Mica ero scemo da dirle che volevo trombarmela pure in bianco e nero come nel video di YouTube. Dopo mesi di corteggiamento on line, arrivai appunto a NY e mi sentivo un po’ all’aereoporto come l’emigrato Alberto Sordi che aspetta la ciociara Claudia Cardinale per sposarsi in Australia. Patetico. Ma lei mi riconobbe dai dettagli che le avevo dato: un abbraccio da dietro all’improvviso mi fece l’uomo più felice. Era bellissima come nello schermo, lunare, con quel suo accento wasp, ero incantato per come parlava, come si passava la mano morbida tra i capelli, quegli occhi che mi stuzzicavano il cuore: insomma una gran fica! Tutto cambiò però non appena mi portò a mangiare al bar del noleggio: sempre lì a notare tutti i difetti, e il rumore della forchetta, e il risucchio del bicchiere di Coca Cola, e stai attento alla majonese che ti cola dall’Hamburger…con il ketchup è meglio…con io che per far pace le dissi con garbo –posso finire il mio vino?- E lei che sembrando ammansita disse di si ma io simpaticamente –no ma mi devi dire di no sennò sposi poi un ubriacone- …ce l’ho fatta, l’ho fatta ridere… e lei “ma io ti voglio ubriaco ma con la botte piena, però devi imparare a mangiare…ma sei proprio un contadino!”. Ecco, fine della canzone. Ecco il dong! A parte che ci aveva messo 3 MA e 1 PERO’. Già questa. Ma alla questione del contadino, non ce l’ho fatta più, quella ragazza dai bei capelli lunghi e la voce che solo a sentirla mi faceva drizzare…i miei di capelli..meritava una lezione. Contadino a me no! Finsi di andare al bagno ma invece sapevo che la mia Harley presa in affitto coi suoi soldi mi stava aspettando dalla parte dell’uscita di sicurezza. Ed io dovevo finire qui, io a rompermi i coglioni con lei che tutto il viaggio avrebbe avuto da ridire su ogni cosa? Rovinandomi il mio sogno coast to coast trasformato in inferno? No, scappai a tutto gas…con la forchetta ancora in bocca e silenziosa. Lontano da New York ormai, direzione Ohio e poi chissà… Qualcuno me lo aveva proprio detto che c’era sempre una sorta di calma prima della tempesta, e che quando tutto è finito porterà i giorni d’estate ed io sarò brillante come l’acqua. Rose non era come quell’abbraccio fatto di attimo di felicità all’aeroporto dato da dietro all’improvviso da una sconosciuta, forse magari l’avrei rincontrata perché le americane hanno sempre l’opportunità di rintracciarti e romperti il culo e farti innamorare ma io, ora, voglio proprio sapere se avete mai visto la pioggia che cade in una giornata di sole come quella. Saranno state le bestemmie che mi tirò Rose quando si accorse della mia fuga? Sarà stato per quello che continuando a correre sulla mia Harley, le candele del motore si bagnarono sotto quel cazzo di diluvio mai venuto giù fino ad allora!?

Spremere v.t.=Premere con forza per estrarne sugo e umido – Acume=Dal lat.Acumen, Acùere, rendere aguzzo; in senso fig. la forza del cervello affilata che penetra il vero delle cose

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FILOTTETE MANFREDI. Blogger, Attore teatrale, Calabrese, come se la terza fosse una professione. Ho vissuto per 15 anni anche a Firenze proiettando al cinema come nel film di Tornatore, calcando teatri, lavorando nelle promozioni pubblicitarie e raccontando le news in radio: coltivando però la mia dote preferita, quella della curiosità. Poi a Boston, MA ho insegnato italiano alla Societa' Dante Alighieri, ho fatto il traduttore, la guida turistica e l'actor/performer della Commedia dell'Arte. Ho curato inoltre un podcast per l'Ufficio Scolastico del Consolato Generale d'Italia "Tutti in Classe". Nella stagione 2014 ho avviato l'esperimento comico nel programma radio L'ITALIA CHIAMO' su http://litaliachiamo.wordpress.com per poi da settembre a dicembre 2014 nel progetto radio televisivo www.litaliachiamo.com. Dalla fine del 2015 vivo a New York. Dopo tutto questo, essendo figlio e fratello di una sarta, sto cercando di ritagliare il tempo per tessere il mio primo libro di racconti.