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A volte basta un tacchino arrosto per ringraziare il cielo del raccolto. Bastava nel 1621 quando i naviti Wampanoeg fecero amicizia con i coloni inglesi, celebrando quello che da quel momento in poi fu il Giorno del Ringraziamento.

Oggi non basta più: per fare amicizia basta una birra fatta in casa di Obama o un Hamburger. Oppure per fare amicizia basta un niente che il Presidente Obama fresco di secondo mandato si metta d’accordo con i Repubblicani al Congresso per approvare importanti leggi sul cibo, la salute, l’energia. Chi mangia il tacchino oggi, ringrazia senza nessun motivo, in modo quasi religioso, ma senza appartenere ad una Religione. Ringrazia innanzitutto di essere onesto. Come lo è stato Petraeus, l’ex comandante della CIA dimessosi per una storia di corna. O meglio, avrebbe potuto anche mentire sul motivo delle dimissioni. E invece ha confessato solo perché l’FBI aveva ricevuto strani solleciti. La storia è nota. Lui ha un affair con la sua biografa Paula Broadwell (anche lei sposata con figli), ma una terza donna conoscente del Comandante della CIA a un certo punto riceve emails dalla gelosa Paula sospettosa di una possibile terza storia segreta (che in realtà non c’è). La terza quasi ingenuamente avverte dunque l’FBI per le emails di stalking, e la polizia federale scopre un conto email in comune tra Patraeus e Paula dove, invece di lasciare traccia di email a sfondo sessuale, i due si scrivevano bozze da uno stesso utente come botta e risposta. Roba che a Berlusconi gli si sta rodendo il fegato per l’invidia: solo per stare sulle prime pagine dei giornali. Quindi beninteso, non piuttosto una storia di tradimenti verso la moglie del Comandante Petraus, come lui ha ufficialmente dichiarato ad Obama, ma di tradimenti verso la CIA stessa e di segreti che potevano essere spifferati facilmente in una banale storiella extraconiugale; segreti che l’ex capo dei servizi segreti americano non poteva permettersi di far circolare per ovvi motivi legati all’efficienza del suo compito.

L’Italia, per molto tempo, ha avuto come simbolo di inefficienza e disonestà il Comandante Schettino della nave da crociera dirottata nelle acque mediterranee; il comandante reo di aver fatto naufragare anche il senso civico e la responsabilità che già in Italia c’era con un Presidente del Consiglio condannato in patria per evasione fiscale e al centro di un processo che lo vede coinvolto tuttora in un affaire di prostituzione minorile (il quale ora all’estero in questo servizio televisivo viene visto come un evasore, mentre in Italia come un fortunato vacanziere). Attualmente su Schettino vi è un processo in corso per stabilire se aveva colpa lui o l’azienda che non lo ha formato per bene. Ecco, gli italiani a chi devono ringraziare di avere queste persone come simbolo?

L’Italia è ridotta così male che chiama eroe solo colui che fa il suo lavoro? Si ascolti la famosa telefonata del Capitano De Falco al Comandante Schettino “Vada a bordo, cazzo”

Prima del caso di Petraeus degli ultimi giorni, sui giornali del Massachusetts l’ha fatta da padrona un altro caso, che Hollywood ne avrebbe fatto una storia da botteghino mondiale. La storia di Annie Dookhan, una chimica di un laboratorio di Stato, colta in flagranza e poi autoaccusatasi per aver alterato i risultati di analisi di test di droga per due o tre anni. Ne è risultato uno dei più grandi casi criminali di disordine sociale del Massachusetts, perché la sedicente chimica (pare abbia mentito anche sul possesso della laurea) non ha dato il corretto risultato degli analisi antidroga di tutti i casi giudiziari degli ultimi 9 anni della sua carriera: ed ora ci si ritrova con centinaia di processi penali per droga manipolati, in molti dei quali erano coinvolti 1141 prigionieri (arrestati quindi ingiustamente), processi che vanno dunque rivisti dal Tribunale. Questo è il bilancio del casino creato nel perfetto sistema di giustizia americano.

La Dookhan non usava il microscopio per analizzare i dati dei tests, ma la solita tiritera degli impiegati è di un’ipocrisia da copione: “era una brava persona, diligente, faceva un sacco di straordinari non pagati… chi lo sapeva che mentiva sui casi di cocaina, ne analizzava 500 al mese invece che 50…”. Lei si difende dicendo di aver aggiunto cocaina o eroina agli esempi di sangue affidatole solo per compiacere il magistrato.

I numeri rischiano di aumentare: 60mila esempi per casi di droga scambiati e 34 mila sentenze di casi criminali da rivedere.

Hollywood ha già pronto il copione ed è in cerca di sceneggiatori. Però nessun regista cercherà l’eroe italiano che ha ricevuto solo una misera pagina sul Boston Globe. Salvatore Cimmino si tuffa nei mari freddi del New England, vicino il Museo e la Biblioteca Kennedy e arriva 8 ore dopo a Charlestown. Ma il 48enne commercialista italiano ha scelto Boston per la settima tappa del suo tour mondiale “A nuoto nei mari del globo”. Prima ancora di girare a largo delle belle Boston Harbor Islands ha percorso lunghe distanze a largo della Slovenia, Argentina, Canada, Nuova Zelanda, Congo e Italia. Per lui è una battaglia, visto che ha dovuto amputarsi della gamba destra sotto il ginocchio all’età di 14 anni. Ma è una figura positiva italiana che ci piace ringraziare. Un esempio di vitalità diverso dalle parole chiave che le studentesse del corso di italiano di Wellesley College si sono viste raccontare nella mia recente visiting lesson: mancanza di meritocrazia, precari, clientelismo, nepotismo, fuga dei cervelli, mancanza di attrazione di talenti in Italia. Che sia Cimmino il vero navigatore da seguire?

Nell’Election Day del 6 novembre, in Massachusetts si è votato anche per due quesiti referendari. Uno sul fine vita e uno sull’uso della marijuana a fini terapeutici.

Se al paziente fosse stato diagnosticato un male incurabile, irreversibile che, secondo ragionevole giudizio medico, avrebbe causato decesso entro i sei mesi successivi, egli stesso avrebbe potuto esprimere il desiderio di concludere il suo percorso terreno con iniezione medica, comunicandolo al medico anche 15 giorni prima, con testimoni anche non parenti. Bocciato!

L’altro quesito ha posto la possibilità invece a pazienti terminali di richiedere una cura antidolorifica a base di tetraidrocannabinolo, nota come marjuana. Gli stati che hanno approvato l’uso della cannabis per uso medico terapeutico sono la California e l’Oregon. E ora anche Massachusetts.

Pensate se a fornire il liquido letale ad alcuni malati terminali fosse stata la chimica Annie Dookhan, scambiandolo magari con un’altra sostanza. Avremmo il sequel di un altro polpettone hollywoodiano, le cui scene intanto si svilupperanno di sicuro nel dramma, ma finiranno sempre con una storia positiva, magari con la frase finale del nuotatore italiano Cimmino che la cronista del Boston Globe ha riportato: “…un uomo si avvicina e gli lancia in aria una moneta dicendo di averla con sé da 20 anni e che gli aveva sempre portato fortuna. Cimmino la prende al volo e ringrazia, promettendo allo sconosciuto di ricordarne per sempre l’origine”.

“E lui avventuroso saluterà da lontano una bandiera a stelle e striscie”. Come ultimo piano, la cinepresa si allontanerà in un grandangolo e gli spettatori sul molo lo inviteranno a casa propria per la Cena di Ringraziamento.

Il futuro della libertà

Ogni volta che rivedo il filmato dei due tedeschi darsi la mano attraverso il varco sul Muro di Berlino, creato dai picconi delle due frontiere, piango e ricordo quando ero piccolo. O meglio, a quando la mia maturazione politica si stava formando. Erano finite le ideologie, già da allora. L’Italia ha purtroppo subìto da quel momento cambiamenti legati a vicende giudiziarie che un capopopolo televisivo e animatore demagogo poi ne ha approfittato facendola da padrona per molti anni, programmando a volte economie in grado di sviluppare l’Italia ma troppo spesso governando con tagli alla cultura e all’educazione.

Quello che invece Gianfranco Fini, attuale Presidente della Camera, ex vice premier ed ex ministro degli Esteri, ha voluto scrivere nel suo libro IL FUTURO DELLA LIBERTA’ Consigli non richiesti ai nati nel 1989 è sicuramente uno spartiacque ulteriore a quel muro. Un altro fiume che vuole rompere possibili nuovi steccati. Molti altri muri infatti si sono ricostruiti nel frattempo, dopo il crollo di quello comunista. Questo è il pericolo. Primo fra tutti il comportamento narcisistico del “non ho molta voglia”, dettato anche da delusioni e pessimismi di chi, in primis i giovani, dovrebbe essere la generazione del futuro.

Ci piace, in questo libro, l’aver citato innanzitutto il paradosso della maleducazione e del protezionismo paternalista che c’è oggi nelle famiglie italiane. Mi spiego. Riportiamo un passo del libro: “una volta non sarebbe mai accaduto che un padre aggredisse il preside, per aver sospeso dalla scuola il figlio autore di atti di bullismo e teppismo, o che gli insegnanti subissero intimidazioni da genitori iperprotettivi pronti a soccorrere il figliolo per l’ingiusta punizione a seguito di un grave atto di indisciplina o per la bocciatura a causa di uno scadente rendimento scolastico.” Oggi invece ci sono molti ventenni e trentenni mantenuti da stipendi del padre o della madre. Ecco, si potrebbe dire che lo sviluppo italiano nel dopoguerra si era creato con il fare, ora invece è  col crogiolarsi davanti alla televisione che vengono a crearsi status sballati.

Questo è un libro che però non è rivolto solo i nati nel 1989. E’ un pretesto per ripartire da quelle premesse, per ripartire da un’altra storia che rischia di scivolare in clerico-populismi, in vecchi italianismi di parrocchia (la laicità positiva proposta da Fini la dovrebbero considerare certi ambienti del Vaticano per non perdere ancora più pecore del gregge), per demolire non quello che si è costruito in questi anni: un patto di cittadinanza che anche i nati del 2009 potrebbero ricordare come un mondo già costruito e sciupato da molti treni perduti.

Qui una recensione nel web e QUI come ne ha parlato il sito Libertiamo

Gianfranco Fini

Con 10 dollari i lettori del sito spot.us possono commissionare servizi giornalistici di loro gradimento. Se si riescono a mettere insieme un centinaio di contribuenti, il reporter parte a fare l’inchiesta. Tra quelle varate: gli stipendi d’oro dei direttori dei Centri regionali per disabili, le connivenze della polizia di Oakland con i criminali, lo stato dei servizi per gli anziani nelle citta’ della West Coast. Esiste persino un sistema di controlli esterni per verificare le notizie raccolte dal giornalista.

Se paese dunque che vai, usanza che trovi… proviamo a scoprire qual’e’ il “chiodo fisso” per invece ognuno di noi italiani. Fiato ai vostri contributi!

QUESTO PER LUI E’ IL SUO CHIODO FISSO: UNA DROGA CHE CI RENDE INCAPACI DI PENSARE.

Spremere v.t.=Premere con forza per estrarne sugo e umido – Acume=Dal lat.Acumen, Acùere, rendere aguzzo; in senso fig. la forza del cervello affilata che penetra il vero delle cose

Personaggi teatrali

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FILOTTETE MANFREDI. Blogger, Attore teatrale, Calabrese, come se la terza fosse una professione. Ho vissuto per 15 anni anche a Firenze proiettando al cinema come nel film di Tornatore, calcando teatri, lavorando nelle promozioni pubblicitarie e raccontando le news in radio: coltivando però la mia dote preferita, quella della curiosità. Poi a Boston, MA ho insegnato italiano alla Societa' Dante Alighieri, ho fatto il traduttore, la guida turistica e l'actor/performer della Commedia dell'Arte. Ho curato inoltre un podcast per l'Ufficio Scolastico del Consolato Generale d'Italia "Tutti in Classe". Nella stagione 2014 ho avviato l'esperimento comico nel programma radio L'ITALIA CHIAMO' su http://litaliachiamo.wordpress.com per poi da settembre a dicembre 2014 nel progetto radio televisivo www.litaliachiamo.com. Dalla fine del 2015 vivo a New York. Dopo tutto questo, essendo figlio e fratello di una sarta, sto cercando di ritagliare il tempo per tessere il mio primo libro di racconti.