Se si vuole riscoprire chi eravamo e come siamo rimasti uguali nell’amare o nel cercare l’amore nonostante le esperienze diverse negli anni, un consiglio che do è quello di cercare nei propri cassetti. Non lo fate se il vostro analista non ve lo consiglia o se il vostro cuore non regge, benintesi. Io ci ho messo un po’ per rileggerla, avevo deciso di riaprirla e farle prendere respiro e me la sono portata in tasca per giorni a lavoro, in metro…senza aprirla subito, quasi a volerci prendere l’abitudine, come quando si entra pian piano nel mare i primi giorni di estate e ci si bagna un po’ alla volta per il fastidio del freddo improvviso sulla nostra pelle.

In uno dei miei traslochi, la cura dei ricordi era stata tale che sapevo però dove trovarla, sapevo che c’era: la brutta copia di una lettera che spedii tra le pagine del libro “Le relazioni pericolose” di Choderlos de Laclos alla ragazza che me ne prestò una copia intorno al 2002. Ho deciso quindi di ribatterla e correggerla e metterla qui. Dallo stile, si vede, mi ero fatto prendere dalla lettura settecentesca del libro francese epistolare, quasi un gioco tra i noi due di allora. So che lei mi starà leggendo e che ci faremo una grande risata a cuore aperto. Siamo due persone diverse oramai, ma uniti in una purezza che non scade.

Un sentimento comune a quello che oggi vedo spesso quando una donna mi colpisce al cuore è che mi allontano per la paura. Quasi non meritassi quella bellezza, combattuto dai dubbi “ma perché me?” – Quasi mi sentissi in colpa (all’epoca la ragazza in questione era fidanzata).

Non lo fate se volete riscoprire da dove siete partiti. Vi ho avvisati.

Alla mia “nobile” amica, all’anima poetica con la quale ho condiviso i sorrisi, dedicherò queste poche righe dove poter comporre le note giuste dei miei pensieri. Pentagramma di sensazioni questi bei momenti di maggio… vuol essere un’armonia questo mio ringraziarti col cuore in mano per la grazia e la vicinanza con cui mi hai invitato, Elena, a leggere ed immergermi in un codesto trattato d’amore! Va detto che un manuale di strategia erotica o di buone maniere del linguaggio (tra quelle vere e quelle false) rende molto suscettibile la nostra età già così disposta naturalmente a conoscerne tutte le loro strade: con te, amica, camminerei a lungo fino a scoprire sempre più nuove vie che gli anni riserveranno ai nostri volti. Già, il tuo volto così bello quando parla, il tuo nasino così antennina di farfalla quanto buffo nel suo dirigere le onde e i suoni della voce… tutta la tua persona mi piace respirare! Respirare così imbambolato e indifeso dentro un tuo abbraccio di sguardi…. mi piace respirare curioso e affabile nell’ascoltarti e nel “dilettare insieme in società”.
Bisogna pur comprendere però che il vissuto nell’ultimo periodo della nostra scuola di recitazione l’ho caricato di abbassamenti di umore, insonnie incomprensibili che non avevo mai affrontato, miei nervosismi implosi che mi hanno indotto ad essere fortemente vulnerabile nonché svuotato di energia, dunque bisognoso di circondarmi d’affetto.
Ti prego, visto che accenno all’argomento, se ti ho provocato malumori apparenti, se sono stato sgarbato col mio stato rendimene notizia e giustizia. Ma, per riprendere il discorso, non sono così cupo e misterioso come qualcuno crede. È che mi demoralizzo se mi capita un evento svantaggioso o se sopraggiungono molti sensi di colpa nella mia vita.
Tanti fattori mi inducono a chiudermi nella mia riservatezza. Tuttavia non è di questo che volevo parlarti.
Il comportamento che vorrei prendere nell’immediato seguito della nostra amicizia vanno appunto spiegati su questo umile foglio, alla luce delle emozioni e dell’abbassamento d’umore di cui parlavo prima. Col tempo e col distacco da un cieco vortice verso il respiro, capirò cosa provo riguardo alla nostra voglia di conoscersi meglio.
Non è stata la maschera del personaggio, questo lo so per certo, che mi ha aiutato a nascondere alcuni sentimenti puri, ma solo la realtà dei tuoi legami quotidiani; di sicuro la finzione in genere mi ha penalizzato, mi ha condizionato nell’apparire diverso ai tuoi occhi per come mi sento di solito.
Mi perdonerai quindi (e quale migliore occasione come questa dove esprimo la mia felicità nell’averti conosciuta recitando e non…) se mi sono fatto assorbire da un “battito” puerile, forse superficiale magari per te fuori luogo, per me troppo istintivo (ma che ho sentito poche volte nella mia vita), quel battito sentito “leggendo” la tua anima (ripeto, non mi sono fatto avvolgere dal “percorso dei sensi teatrali” e sono riuscito a distinguere il palco dalla nostra vita ordinaria, senza appunto mescolarli).
Se decido però di diradarmi da qui in poi (sempre se ci riesco) un po’ di più, se sentirai distanza non è perché non mi interessa frequentare la tua vita, ma è perché non voglio farmi ancora del male, e poi perché ti rispetto. Ti prego, reagisci come meglio credi e come la spontaneità ti induce a ricevermi. Era solo per avvertirti, per evitare malintesi. Tu essendo mia amica mi aiuterai di sicuro col tempo a capire cosa provo, a placarne almeno i fuochi.
Intanto mi sono scoperto ancora di più! Per questa volta nella vita non sono riuscito a spiegartelo di persona. Questa piccola epistola basterà. Solo perdendomi -citando Nietsche- dovrò poi ritrovarmi. Ti voglio bene. Un bacio pudico sulle tue labbra.