La primavera tarda ad arrivare nel New England. Anche se la marmotta aveva sbagliato le previsioni. Eppure le biciclette ricominciano a tornare in strada. Si sa, Boston non ha molte corsie per biciclette, vuoi anche per gli ampi spazi americani che richiedono l’uso dell’auto. E gli autisti non sono abituati a vederle in giro, quando le vedono si piantano fissi e non sanno che fare. Si fermano. Eccovi, a tal fine, un immagine circa la buona educazione stradale. Cliccateci sopra per ingrandirla e leggere attentamente le istruzioni per non “scappare”.

regole stradali per Bici a BostonServe se avete intenzione di fare qualche tour a Boston in bici. Avevamo già anticipato qui i rischi che si corrono di chi guida una bicicletta qui a Boston.

Ma è di fuga che voglio parlare. Fuga dei cervelli, ancora una volta. Avevo già accennato ai lettori della mia esperienza di visiting lesson, parlando del fenomeno dello sbilanciamento della fuga di talenti italiani (sono più quelli che escono che quelli che entrano).

Chi fugge lo fa non per sviare l’autista frenetico bostoniano, ma spesso per deviare da strade meno comode.

Lo scorso agosto l’amministrazione di Harvard è stata teatro del più grande scandalo di copiatura: 125 studenti accusati di aver usato le stesse frasi in un componimento. Tutto questo ha inciso nella nota finale perché non hanno usato sinonimi. Il processo sta andando ancora avanti. E la soluzione è lontana, specie se i genitori degli studenti sono facoltosi. Ma il crimine è grave: cheating , la cui parola viene usata anche per significare le corna in un rapporto coniugale. Ora i colpevoli sono difesi da avvocati navigati: “mi sono sentito come se la mia vita fosse finita, eppure quegli appunti tutti quanti li condividevamo” ha detto uno studente. Certo, l’onestà degli americani che ho descritto in quest’altro articolo è pari alla venerazione che le vecchiette italiane santocchie di provincia hanno per Padre Pio. Così come la responsabilità di non scappare, ma di inventare. In questo caso di cronaca i responsabili erano pochi, e l’inventiva scarseggiava o era al pari del cervello di un tricheco. Grave epiteto per chi poi dice di essersi laureato ad Harvard.

Ci sono altri studenti che però non fuggono e cosa fanno? Inventano un modo per rintracciare chi fugge in bici.

Questa che vedete qui sotto è una ragazza di 25 anni. È una studentessa di Design, laureata sempre di Harvard, e ha lanciato un sito Bikenapped.com per rintracciare le biciclette rubate. Dopo che aveva subito due volte il furto della propria bicicletta. Non so se tutti quelli che condividono sul sito le proprie storie di furto della bici riusciranno a rintracciarle. Ma spiega l’ottimismo con cui una ragazza crea questo progetto.

studentessa di Harvard

Quest’altra di anni ne ha 23. Ed è stata assunta come Ingegnere di locomotiva.

ferroviera donna

Iniziò 4 anni fa come assistente conduttrice della locomotiva, ora dopo la laurea in Ingegneria è una delle pochissime donne, se non l’unica, a guidare un treno. Può essere chiamata a tutte le ore della notte, come i medici in prima linea, e soccorrere dall’altro capo del Massachusetts un treno in panne.

Le storie di queste due giovani americane sono il contrario del pessimismo di chi dall’Italia se n’è andato perché costretto, e scappato non in bicicletta. Per questa ragione vi invito ad aderire ad una campagna per un progetto audiovisivo sul racconto delle storie di fuga, sono giovani che fanno l’Italia non come Mameli ma la fanno fuori dal proprio territorio di nascita.

Fuga di giovani all'estero