Il 2012 è alle porte e bussa così forte che l’impiegato assassino delle cronache quasi non aveva fatto in tempo a sentire che l’anno era già iniziato ed entrato: quell’impiegato che ogni volta era stanco di sentirsi ringraziare da Windows per aver segnalato l’errore seppur ritrovandosi il computer sempre pieno di virus, stanco di quelli che negavano di essere competenti in materia ma ogni qual volta c’era da giudicar qualcosa da una cattedra eran subito pronti, stanco di dover dimostrare per forza di possedere la tessera di giornalista per scrivere su un giornale, stanco delle graduatorie, degli utenti in attesa al telefono per non perdere la priorità acquisita e dei precari che oramai si fregiavano il titolo di disoccupato come una cosa chic, stanco dei servizi clienti inesistenti e della competizione scambiata per ressa. Sto parlando dell’Italia, un paese dove rinvia anche il futuro: ASCOLTATE 5 min. di show radiofonico.

Da quest’anno vivo in un paese dove non c’è  bisogno della carta d’identità per dire che sai fare una cosa. Molti mi chiedono “ma com’è il cibo negli Stati Uniti”. L’HO SPIEGATO QUI E la sanità? Costa davvero tanto? Si, se lavori. Ma almeno funziona troppo: L’HO SPIEGATO QUI

L’America del Nord ha tanti difetti in compenso, come li ho raccontati IN QUESTO REPORTAGE Ma il gioco non vale la candela. Saranno puritani, freddi, maniacali, troppo ordinati… ma almeno ti valutano senza chiamarti Barone, Conte, Notaio, Dottore, Marchese, Eminenza, Vossia.

Cosa ci salverà?  L’HO RECITATO QUI Ma per ora non basta.

Al prossimo siparietto.

Faro su una costa. Non descrive niente, solo lo sguardo del farista che osserva da lontano e assicura ai naviganti un porto sicuro. Trovateci la metafora che volete.