Le punizioni corporali sui figli a scopo educativo sono un reato dal 2007. Da noi non ce n’è bisogno ma nell’arcipelago del Pacifico si. Il 21 agosto, circa un mese fa, la Nuova Zelanda è andata alle urne per un referendum che riabilitasse la sberla formativa. Lo scapaccione come elemento di un buon sistema di correzione da parte dei genitori dovrebbe essere un crimine? Negli anni 80, qui come in Inghilterra e in Australia, poteva accadere che un insegnante, poi addirittura diventato ministro dell’Istruzione, ficcasse una palla da tennis nella bocca degli allievi “a scopo educativo”.
Non sapevo che in Italia ci fosse un Regio Decreto che vietasse le bacchettate in classe (confermato da una sentenza del 1996). Io le ho ricevute. Forse per questo sono pessimista sul mondo del lavoro?

Ma quello che mi chiedo è anche un’altra cosa. PERCHE’ NON SI RIESCE A SAPERE I RISULTATI DEL REFERENDUM SU NESSUN AGENZIA DI STAMPA IN UN PAESE, COME L’ITALIA, PER QUANTO “LIBERO” A DIRE DI ALCUNI? Forse perche’ vogliamo essere ancora il belpaese delle veline viziate sin da bambine?