Sdraiati su un prato al fresco toscano, decidiamo di fare il gioco della verità. Dopo la terza bottiglia di vino le domande si fanno interessanti: “Alzi la mano chi si è  fatto infilare un dito nel culo mentre gli facevano un pompino”. Lullo alza la mano, convinto. Layla, la sua ragazza, si stupisce: “Questa non la sapevo. E con chi eri?”. Lui butta giù un altro sorso, lunghissimo: ”Con te. Ma per comodità il dito nel culo me lo sono infilato da solo”.

Layla passa al contrattacco: “Se proprio allora la vuoi sapere, la mia ultima conquista è un graffitaro squattrinato. E’ successo al mio compleanno quando voleva regalarmi qualcosa. Un disegno mi farebbe molto piacere, gli dissi per non metterlo in crisi. Ok, ti va bene uno schizzo?, mi fece. E si tirò giù le mutande masturbandosi vigorosamente. Una fresca gittata atterra in quel momento sulla mia pancia. L’anno prossimo spero di festeggiare il mio compleanno con una scrosciante pioggia d’oro… ma con un tuo anello”.

Lullo: “E ti sembra il modo di chiederlo svelandomi che mi hai tradito?”

L’era del digitale comincia a farmi girar le palle. Dopo il battibecco tra Layla e Lullo decido di rinfrescarmi le idee e fare una passeggiata. Dicevo, il digitale. Passi per le persone che ti parlano mentre ascoltano due lettori mp3 contemporaneamente, passi per chi ascolta trenta brani in trenta secondi ma sulle mignotte vestite con jeans e coperte nel buio della periferia fiorentina che ascoltano intristite il proprio Ipod in attesa di clienti, non transigo. Ho sentito un forte bisogno di ritorno ai vinili e alle contrattazioni vocali.

Ero sempre ubriaco fradicio e nel gruppo un’altra mi aveva fissato tutta la sera. Alla fine, di ritorno dalla mia passeggiata di riflessione (ho riflettuto sul fatto che il decreto Carfagna non funziona lo stesso) ho scopato quella che mi fissava di continuo, senza pensarci, e poi l’ho congedata. Faceva la hostess, mi chiama il giorno dopo chiedendomi di passare a trovarla all’aeroporto, il suo ex non lo faceva mai. Soffro di fobia monogamica, decido di andare, ma per ringraziare e chiudere la cosa. Appena mi vede mi porta nella zona riservata e mi fa un check-in orale. Arrivo in concomitanza con il 737 da Londra. Si alza e mi chiede di cosa dovessi parlarle. Mi faccio dare i suoi turni di tutto il mese.

Come siamo avanti, oggigiorno. Cent’anni fa, i Futuristi guardavano al futuro. Se fai due conti, salta fuori che il futuro dovremmo essere noi. Sono dispiaciutissimo per Marinetti e compagnia, ma col senno di poi risulta chiaro che dalle loro teorie se ne sono fregati un po’ tutti. Il loro è un sogno infranto fra treni in ritardo, tangenziali congestionate e veline con completino rosa shocking.

Senza contare poi che l’era del digitale mi sta sempre sulle palle. Dopo gruppi pro-mafia, pro-stupri e pro-linciamo quelli sopra, un’altra ondata di terrore ha colpito tra l’altro Facebook, il sito che unisce il tuo odio per la tecnologia al risentimento rimasto per i tuoi compagni di liceo: il gruppo BARICCO PRESIDENTE RAI. Riusciamo a immaginare una cosa del genere? Il palinsesto gestito dall’autore di SETA? Ore 18, Sport. La nazionale italiana di pancrazio sfida i propri sentimenti in 200 pagine mielose. Ore 20, in diretta da un battello a vapore, capitanato da un musicista jazz cieco, il telegiornale. Conduce: un personaggio rubato a Italo Calvino.

Marinetti, ti chiedo scusa!