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Esistono posti in Italia dove l’archeologia fa rima con turismo. Non a Crotone.  Il motivo?

Una bella giornata di Luglio mi trovavo con alcuni amici turisti, passando per gli scavi di Palazzo Foti,

all’incrocio di via Mario Nicoletta e via XXV Aprile. Infatti avevo letto sul portale del Turismo della Provincia che dopo il Parco Archeologico di Capocolonna , ci furono scavi di 12 saggi, assieme a dei carotaggi del terreno, che fornirono la presenza continua di uno strato archeologico di frequentazione, compreso tra il VII e il V secolo a.c., con minori presenze nel IV e III. Per la vastità e l’integrità dell’impianto urbano, sepolto sotto i sedimenti accumulatisi nel corso dei secoli, la scoperta era stata definita di grande rilevanza non solo per l’ambito nazionale e regionale, ma per tutto l’occidente. E che ci furono scavi negli anni successivi: Campitello (1979, nei pressi del Tribunale); Campo Sportivo (1979); G. V. Gravina Pignera (1981-1985, presso l’istituto magistrale);  e appunto via XXV Aprile (1989, palazzo Foti).

Cerco l’entrata ma era chiusa da una siepe.

Da lontano cerco di vedere i resti:

Ma non capivo da ingenuo a cosa servissero i materassi. Era un messaggio per dire che il turismo è in sonno?

La questione era molto più rude e meno filosofica. I materassi servono a questo:

   

 

Di chi è la colpa? Siamo sicuri che la risposta inizierà a contare lunghi giorni e settimane burocratici di scaricabarile dopo la pubblicazione di questo post.

Il 2 giugno è stata la festa della Repubblica. Il 2 giugno del 1946 gli italiani dissero Sì alla Repubblica e mandarono a casa la Monarchia. Sembra ieri ma ancora oggi dobbiamo ricordarci di quella scelta coraggiosa, referendaria, immancabilmente propria e autonoma. Oggi saremmo troppo impegnati a guardare reality, Drive In, Isola dei famosi, Pupe e Nanetti e ballerine; siamo troppo impegnati ad andare al mare quando ci sarebbe da dire la nostra con il voto referendario. Ma perché siamo imbambolati? Perché così ha voluto un altro monarca che si è impossessato della Seconda Repubblica e l’ha fatta propria, immancabilmente falsa televisiva e disonesta come un venditore di tappeti. Come disonesti sono oggi quella parte di italiani che se ne fregano, che tirano a campare, che “tanto ci pensa lui”, che “siccome il monarca è ricco anche io potrei essere come lui pieno di donne”, che “i soldi dimmi te oggi chi se li è fatti in modo onesto”; quella parte di italiani che pensano a “magnare e magnare” tanto “poi prendo il magnesio”, quegli italiani che pensano che la meritocrazia sia avere una raccomandazione, che essere bravi sia leccare un gelato al limone dei potenti e ingoiare l’amaro calice. La nostra Repubblica di oggi l’aveva cantata benissimo un menestrello come Rino Gaetano che proprio la notte tra l’1 e il 2 giugno 1981 fece un po’ tardi con gli amici e poi la sua vita si andò a schiantare, in via Nomentana, contro un camion e contro la malasanità di più ospedali dove non si trovò posto per lui. E senza nemmeno a farlo apposta, lo scherzo del destino volle che lo stesso Rino aveva già cantato ne “La Ballata di Renzo” parole come “…si andò al San Camillo e lì non lo vollero per l’orario, la strada tutta scura s’andò al San Giovanni e li non lo accettarono per lo sciopero. Quando Renzo morì io ero al bar… con l’alba le prime luci si andò al Policlinico ma lo respinsero perchè mancava il vicecapo, in alto c’era il sole, si disse che Renzo era morto ma neanche al cimitero c’era posto. Quando Renzo morì io ero al bar, al bar con gli amici… bevevo un caffè”. La sua “Aida”, brano che raccontava un’Italia sofferente ma immancabilmente bella, il suo “Nuntereggae più” contro tutti, il suo “Nel letto di Lucia” antesignana delle veline, il suo “Sfiorivano le viole” elogio delle lotte sociali, le sue storie di migranti, di Sud, del pane sudato con la fronte, e delle barche a vela attraccate al porto del Casinò, tutte le sue canzoni devono essere la colonna sonora della nostra Terza Repubblica. Lui il 2 giugno morì per incompetenza altrui: non facciamo morire la nostra Italia giorno dopo giorno per opera di un’incompetente monarca!

p.s. Quell’incompetente e comunicatore televisivo trattasi del Presidente del Consiglio alla data di questo post, citato nei tags.

Sentite questa! Il Vescovo di Crotone, nel suo messaggio di Natale, dispiaciuto per la difficile situazione economica del crotonese, “in cui tanti giovani, anche laureati, sono costretti all’emigrazione o al precariato, quando va bene, e alla disoccupazione, quando va male”, il Vescovo di Crotone Graziani ha espresso una severa critica nei confronti di una truffa di 90 milioni di euro che imprenditori locali hanno realizzato (AVREBBERO, aggiungiamo noi) ai danni dell’Unione Europea appropriandosi indebitamente di capitali che, invece, “dovevano essere investiti per far crescere il territorio”. “È stato arrecato un disastro enorme – ha commentato severo – all’intera comunità”.

Si?

Qualcuno dica a questo Vescovo che non e’ bene giudicare senza informarsi. E qualcuno informi a questo cittadino del Vaticano all’interno dello Stato italiano che i gradi di giudizio sono tre, e che  ancor prima che un magistrato inizi la sua azione penale di IPOTETICO rinvio a giudizio, esiste la presunzione di innocenza. E che le accuse della procura sono sempre, nel diritto, ipotetiche. Ma che ancor prima, non ci sono imputati e accusati dalla procura, ma solo indagati. E se fossero innocenti? E se tra gli indagati ci fossero gli ingenui e i “gabbati” lavoratori? Qualcuno dica a questo don Abbondio de’ noantri di non farsi impaurire certe volte dalla stampa e dallo scandalo.

Già, lo scandalo della stampa: perché forse è proprio di questo di cui dovremmo aver paura. Molti innocenti sono già messi al bando come imputati da conferenze stampa show delle procure, ma spesso si tace su avvisi di garanzia inviati a prelati e non pubblicizzati su nessun giornale.

Sono rari i casi in cui alcuni preti si battono contro la Malavita. Basta digitare Bregantini e la letteratura su internet ne è piena. O periodi felici in cui il vescovo di Crotone Agostino, precedente all’attuale,  aveva anche il coraggio di scomunicare mafiosi e massoni!

P.S. Vorremmo sapere dall’attuale Vescovo di Crotone, (il quale presiedeva una fondazione proprietaria di un terreno nelle vicinanze nella provincia) lui che ama tanto giudicare sul mancato sviluppo crotonese, se può essere più chiaro una volta per tutte sul terreno destinato ad un orfanotrofio e poi venduto ad una società incaricata di fare una discarica di rifiuti tossici. Lui che poco tempo prima era sceso in piazza per protestare pubblicamente contro la discarica! Perché si è dimesso da questa fondazione non appena ha venduto il terreno? Attendiamo risposta pubblica.

Spremere v.t.=Premere con forza per estrarne sugo e umido – Acume=Dal lat.Acumen, Acùere, rendere aguzzo; in senso fig. la forza del cervello affilata che penetra il vero delle cose

Il mio palco “under the Boston sun”

Le formichine di questo SpremiAcume bostoniano

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