PazziLazzi compagnia di Commedia dell'Arte

Messaggio di fine anno dei PAZZI LAZZI e discorso alla nazione a reti disunificate.

“Ogni fine anno non è mai l’ultimo da celebrare”, dice ogni 31 dicembre il vecchio trombone, il vecchio politico canuto, il vecchio commerciante mai stanco di cedere il passo alle nuove generazioni. In realtà non lo dicono, ma lo pensano. Ogni capodanno sperano che siano immortali, che si arricchiscano sempre di più al danno dei più deboli, che si cibino fino all’esasperazione e che si circondino di amanti nobili sempre più giovani.

È questa la scoperta che, noi troupe dei Pazzi Lazzi, abbiamo fatto nel rinvenire un prezioso documento segreto che oggi ci sentiamo di rendere pubblico. Avevamo pensato di fare la soffiata a Wikileaks, o ad altri giornalisti. Ma il fatto di rappresentare quella piccolissima percentuale di cervelli in fuga, di talenti artistici che sono passati da questo sponda dell’oceano per calcare altri palchi in grado di soddisfare meglio le proprie panze, non ci sentivamo di regalare la scena ad altri commedianti. È stato un lungo lavoro di spionaggio, i nostri Zanni hanno lavorato come segugi, fiutando indizi, scartabellando falsi documenti, verificandone altri. Ed eccolo qui il documento che svela le trame più intricate di quest’anno, ve lo postiamo come messaggio di fine 2013 e che in quanto troupe Pazzi Lazzi decidiamo di comunicare agli italiani in un discorso a reti disunificate. Perché disunificate? Non sappiamo nemmeno cosa significhi, a dire il vero. Ma come tutte le nostre scoperte, tra scherzi e lazzi, queste trame a reti disunificate si avvicinano sempre alla verità.

documento teatrale storicoBoston, Massachusetts – 31 dicembre 2013

Cari italiani, con mano tremante scrivo queste poche righe con l’auspicio che qualcuno lo legga. E spero venga rinvenuto non tra le bettole che ho frequentato in questi anni, né tra le nobili reggie che ho bazzicato le notti per raccimolare qualche soldo dai benestanti. Troppo pericoloso: ognuno potrebbe manometterlo a proprio piacimento per comunicare la propria di verità. Per questo motivo lo lascio su un palco: mi fido solo di teatranti, sono i soli che possano comunicare, fingendo, quello che ho visto e sentito.

Se solo sapessi in questo momento che qualche attore sbandato di compagnia l’avesse rinvenuto, scriverei con più coraggio. Se invece qualcuno mi spiasse dicendomi che questo foglio sarà arrivato alla corte di chi so io…ah, non voglio nemmeno pensarci!

Vado al dunque. Voglio svelarvi i segreti di un pugno di personaggi che ho conosciuto da un viaggio in Italia, durato circa 30 anni. Sono persone note.

Ho conosciuto una ragazza di nome Colombina che di lavoro aveva una specializzazione: non riuscire ad arrivare a fine mese! Questa povera precaria, ho avuto modo di vederla in azione una volta travestita persino da Generale di Corpo d’Armata nelle parate del 2 giugno. Io pensavo fosse per  sbarcare il lunario e invece era per far finta di corteggiare l’amante del suo ragazzo, un militare pizzaiolo di nome Pulcinella, e per convincerla a prendere una nave da crociera. Il nome della nave non la ricordo, ma ricordo che ne menzionò il capitano, credo si chiamasse Scattino, o Scuttone o Scuttino…

Lei è la fonte dei seguenti segreti qui spifferati di mio pugno. Lei era la donna delle pulizie al soldo delle conventicole italiane di cui il Bel Paese soffre.

La Nobildonna Santa Flaminia che tutto il mondo conosce alla corte del magnate dei tessuti Salasso dei Pratoni, famoso per le esportazioni anche di prosciutti nelle Americhe, in realtà per tutto il tempo espone i suoi gioielli ai suoi amanti. Presto sarà candidata alle elezioni politiche e tutte le schede saranno manomesse, il complotto è già stato orchestrato dai suoi seguaci.

Il mercante Pantalone Sbirrusconi tutte le notti sogna, o si dovrebbe dire fa degli incubi, che le sue casseforti si aprino come un panetto di burro. Questo perché tutte le notti, un tizio di nome Arlecchino, amico di Colombina, cerca di rubare l’incasso delle scommesse clandestine frutto del lavoro astuto dello Sbirrusconi.

Il Professore bolognese Giadalberto Panzone, il famoso dinosauro che prese parte nel ruolo di se stesso al film “La Meglio Gioventù”  non è altro che un impotente. Non è andato in pensione solo perché doveva lasciare il suo posto di professore universitario al figlio laureatosi con i voti più bassi. Eccone una prova documentata:

Spero che queste tre verità vengano rappresentate in scena in un’altra lingua, magari l’americano, per farne conoscere le vergogne all’estero.

Lascio il foglio inserito nella feritoia della buca del suggeritore. Cosciente che il suggeritore, il grillo parlante migliore possa essere il pubblico votante che applauda alle loro sceneggiate.

                                                                                                                             Anonimo.

buca del suggeritore

Qui la buca del suggeritore dove abbiamo scoperto il documento

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