Dopo aver letto alcune considerazioni sul movimento dei “forconi” scritti da vari blogger come questo http://giovaneeuropa.wordpress.com/2012/01/21/considerazioni-inattuali-su-una-rivolta-incredibile/ ho chiesto una testimonianza ad una ragazza siciliana.
Ne è nata una sua lettera appassionata: testimonianza genuina e vera di cos’è e cosa vuole essere la protesta dei “forconi” secondo il suo vissuto.
- La protesta non mi è piaciuta per nulla, fortemente di categoria e soprattutto illegale nonché prevaricatrice nei confronti degli stessi siciliani ai quali, per avere consensi ed adesioni, è stata propinata la solita pappardella della Sicilia colonia e Sicilia indipendente, mentre la stessa isola veniva messa letteralmente in ginocchio da questi furbi che vi stanno dietro e che, probabilmente, alle prossime elezioni saranno le facce che vedremo.
Nella mia città, dove è presente una grossa raffineria e che quindi è stato centro nevralgico della protesta (che ora tutti stanno dicendo essere stata organizzata male), i commercianti sono stati “invitati” a chiudere e a quelli che hanno osato aprire sono state rotte vetrine con bastoni e perpetuate minacce; così come a diversi cittadini che, dovendo andare a lavorare, hanno atteso i passaggi a singhiozzi che questi signorotti hanno realizzato (so anche di donne minacciate). Ho visto benzina rubata dalle macchine ferme, dipendenti dell’Eni tenuti in ostaggio dentro lo stabilimento in quanto il cambio turno non era consentito, ambulanze o sacche di sangue bloccate, un’anarchia totale o meglio una prevaricazione, che tutto ha dell’atteggiamento mafioso (perché la mafia non è solo nei palazzi ma è anche un vero e proprio comportamento) e che ovviamente i sicilani non hanno condiviso. E’ stata bloccata l’isola mentre oltre lo Stretto tutti se ne sono “fottuti bellamente” ed in questo i mass media sono stati davvero omertosi; oggi però le piccole e medie imprese, gli artigiani, le aziende sono sull’orlo del baratro dato che hanno fermato le produzioni: le commesse, anche internazionali, non sono state rispettate, e questo da chi verrà pagato? Ovviamente da noi “co…oni” (scusate il francesismo) che, diversamente da questi soggetti, ogni giorno cerchiamo di far qualcosa per questa terra martoriata e che preferiamo seguire la strada della legalità piuttosto che la prevaricazione. Elemento infatti che sfugge è che questi signori sono gli stessi che, in tutti questi anni, hanno votato Cammarata o Cuffaro o Lombardo, poco importa, e che la strategia, se così si può chiamare, utilizzata è sempre la stessa: quella che non vuole che la Sicilia si muova di un passo…tutto cambi affinchè tutto resti com’è. Non hanno parlato di nulla se non in modo generalista e demagogo, hanno urlato per una Sicilia libera ma un programma, un progetto, una proposta non ci sono stati, perché? Perché in realtà non gli importa nulla se non continuare a tenerci servi e a nutrire pecore e massa che, alle prossime elezioni, ancora più poveri si toglieranno il cappello per chiedergli qualcosa. –







1 commento
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gennaio 28, 2012 a 8:14 am
Avola Blog
Altra testimonianza http://www.avolablog.it/2012/01/chi-sta-dietro-la-rivolta-lauretta-rinauro-prova-a-spiegare-come-stanno-le-cose.html