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febbraio 5, 2010 in Giornalismi, PROVE TECNICHE DI TRASMISSIONE, Societa', Uncategorized | Tags: Blog, cat, cibo, cittadino, clienti, finti, fonti, personaggi, potere, show window, teatro advisor, verità, vetrinizzazione, viral, web | 2 commenti
Viaggiando senza tenere saldo il manubrio, spesso rende le mani occupate a gesticolare o spremere le meningi? Mentre le foglie cadono, evento quanto mai nutritivo per la terra come l’imprevisto per qualsiasi tipo di arte, io regalo il mio sguardo sintetico al web. Non a caso ho iniziato con un gioco di parole linguistico, spremendo il mio acume, e una formula matematica: dove porterà il mio lavoro di ricerca teatrale? Quale “goal” farà, se calcolato bene? L’esperimento del titolo era nel mio primo post.
Veniamo subito al dunque. Oggi c’ è finalmente la tendenza a sapere da dove provengono le cose che mangiamo (il comportamento italiano insegna) o le cose che vogliamo sapere. Le fonti nascoste nel mondo globalizzato. E’ uno show window.
Questa “Vetrinizzazione” della società, termine caro ad una mia amica professoressa e studiosa, ha migliorato la differenza tra i blogs virali e i “cat blog”, rispetto alla funzione che assumono. I primi, viral, veicolano idee o influenzano politicamente, vedi Beppe Grillo. I secondi, più delicati o pericolosi per la privacy e altamente o meno autoreferenziali, sono chiamati così perché raccontano anche del mal di pancia del proprio gatto: un tempo i diari si tenevano segreti e chiusi a chiave, oggi invece si aprono alla rete di tutti. Con la degenerazione in siparietti rosa di porno casalinghe confessioni. Sono questi che impauriscono e affascinano: palchi di solitudine, sfoghi antidepressione. Ci sono anche però quelli fatti per condividere foto a distanza e racconti di vita oltreoceano o da viaggio: il duplice confine di cat blog in viral può tramutarsi in un servizio pubblico, vedi i numerosi blogs sull’enogastronomia. Voyeurismo da chiave da serratura tramutato dunque in utilità pubblica.
La vetrina, al cui interno si collocano dunque gli attori della rappresentazione, merci o persone che siano, ha spinto fino all’estrema conseguenza la sua funzione comunicativa di rappresentazione spettacolare, show window appunto, diventando peraltro protagonista di un fenomeno che affonda le sue radici fra la 1° e la 2° Rivoluzione Industriale. Il valore crescente erano le botteghe, poi negozi, poi gallerie commerciali e grandi magazzini. Oggi il web 2.0 e i social network.
Ora, più di due secoli dopo, la vetrina deve essere infatti interpretata anche come messa in scena del prodotto, ma anche come il punto di partenza di un luogo. Posso protestare chiamando un call center per un disservizio o fare una recensione cattiva per evitare che altre persone mangino male in quel posto e che il venditore si comporti in modo più educato: questo tipo di reclamo ne è l’esempio.
Così questo blog dovrebbe avere le sembianze di una rivista di molti legami (per non dire link): frutti secretati, verità pronte a secernere dibattiti, frantoi o torchi che spremono meningi come film. Lo scopo, o il claim, dei video dovrebbe avere l’intento di mettere in guardia dai molti finti teatri di strada: un advisor di specchi sociali, politici e di piazza.
La domanda che si dovrà porre sempre questo blog è: se spremessimo l’acume, qual è il vero riflesso di una reazione ad un comportamento di una persona? E quale ne sarà il suo cibo per la mente?
Giova poi anche alla propria libertà: questo giornalismo grassroats, che viene dal basso, è un’opportunità per moltissime persone di far sentire la propria voce, condividendola poi con l’opinione di milioni di persone. Questa è la democrazia informativa, partecipativa, collaborativa: il potere ai clienti e alla comunicazione o la protesta in tempo reale. Questo blog si spremerà le meningi o si farà tutto un film di quello che vede per strada. Anche con gli intervalli dei miei raccontini. Ecco, offro il mio sguardo agli altri. Lo Spremiacume dunque sarà la mia VETRINA dove si vedono gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede: vale più di qualsiasi altra cosa al mondo. Credetemi. E diffidate da chi vi dice che il surrealismo non è la realtà. Spesso vi vuole dire la sua bugia.






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